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Mi
sistemo nella casa trovata in internet, mi creo la mia postazione
di lavoro a Boavista, di fronte alla finestra. La parola "lavoro", qui ha un peso diverso. La mia nuova casa ha grandi finestre, ma anche grandi
tendoni scuri, il sole è forte, sono in Africa e la stanza
si scalda come una serra, ma se il caldo si fa troppo, nessun
problema,
basta uscire e c'è il mare per rinfrescarsi.
Mi piace la vista,
intorno tutte case in costruzione, sotto casa un piccolo
supermercato, il più fornito dell'isola, c'è un passaggio
continuo di persone,
è una bella distrazione, le ascolto parlare in creolo, capisco
solo alcune parole, li osservo e il tempo passa. I bimbi
giocano, qualcuno posrta la spesa a casa, un'altro trasporta
fusti di acqua nella cariola.
Sento della musica che esce dalla casa del vicino. La musica.
Anche i bambini stanno giocando con degli strumenti fatti
da loro, con i tappi delle bottiglie
di birra
resi piatti e inseriti in chiodi che fuoriescono da una tavoletta
di legno.
Intorno, uomini che lavorano per la costruzione di nuove
case, una donna che trasporta banane sulla testa in un grosso
contenitore , si siede e sussurra" banane!",
di fronte una donna che si sbuccia una mela...
Scendo di
corsa e mi compero delle banane, non sono presentabili come quelle dei nostri
supermercati, queste sono vere banane, dolci e senza nessun veleno sulla
buccia.
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